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Questo post è del 2013. Contenuti e link potrebbero non essere più attuali.

Ho percorso l’India a piedi scalzi su strade improponibili; ho vissuto in un ashram come fosse la mia casa di sempre; ho meditato, per ore, dentro il Tempio della Pace in Terra al cospetto dello Shiva Lingam di mercurio più grande dell’India, sotto l’ombra degli alberi di mango, seduta di fronte il mandir del mio maestro; ho conosciuto persone provenienti da tutto il mondo e condiviso ogni cosa per giorni e giorni; ho trovato la pace, interiore, quella vera e adesso so che sapore ha.

In quel pezzo di terra immerso nella foresta, in compagnia di scimmie e pavoni, dove il tempo sembra dilatarsi e subire l’effetto della distorsione; dove regna un’armonia sovraumana e mai conosciuta prima; dove tutto scorre come deve scorrere, dove l’energia è così forte che in alcuni momenti ti investe completamente.

Mai e poi mai, quel 4 di settembre di un anno fa parlando con il mio amico Alessandro, avrei immaginato che mi sarebbe capitato tutto ciò, che la vita mi sarebbe così cambiata e che mi sarei ritrovata ora qui a parlare dell’India, del mio maestro e di quel viaggio spirituale, e surreale, completamente inatteso.

L’India quel paese assurdo per il quale non sarai mai preparato abbastanza. Quel paese che ti accoglie con i suoi assordanti colori, il profumo di incenso, l’odore della plastica bruciata ai bordi delle strade, la puzza di piscio, il cibo di strada, l’odore pungente del coriandolo, i fiori arancioni usati per le offerte nei templi, i cani randagi, i bambini che corrono nudi e scalzi sotto i ponti in costruzione, le donne vestite con i loro sari bellissimi, i risciò che ti sfrecciano addosso da qualunque direzione. E a causa dei quali, rischi la vita ogni due per tre.

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Durante il nostro viaggio in Giappone, fra le città minori che abbiamo visitato, vicino Kyoto, Nara è senza dubbio quella che ho amato di più. All’apparenza piccola, si presenta in realtà come una vera e propria perla. Basta uscire dalla stazione, attraversare il primo grande incrocio e subito ci si ritrova a percorrere una piccola stradina piena di deliziosi negozi che conduce diretti fino al meraviglioso parco di Nara . Il parco è una delle mete imperdibili di questa città, e quasi tutti i luoghi di maggiore interesse si trovano proprio al suo interno che, con nostro grande stupore, ospita circa 1200 cervi che liberamente girano e interagiscono con le persone! Motivo per cui  è anche conosciuta come la città dei cervi :)

Nara Nara
Grazie alla mappa ben fatta che una signora del centro informazioni gentilmente ci ha dato, siamo riusciti a fare un lungo giro all'interno del parco visitando i templi e i luoghi principali. Il Giappone ha di buono, anzi di ottimo direi, che è tutto sempre ben organizzato. Si potrebbe quasi viaggiare senza guida vista la grande quantità di informazioni che sono spesso facilmente reperibili in ogni stazione.
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Kyoto è stata senza dubbio una delle città che più mi è rimasta nel cuore.

Conosciuta soprattutto come la città delle geisha, dove ancora se ne possono incontrare camminando lungo le strade del quartiere di Gion, Kyoto è quella città che non dovete assolutamente perdere se cercate l’atmosfera della tradizione giapponese.

Tempio shintoista al Fushimi Inari vicino Kyoto Tempio shintoista al Fushimi Inari vicino Kyoto
Per quanto Kyoto sia anch’essa una grandissima città, con i suoi enormi centri commerciali, le luci e i colori tipici del Giappone, è riuscita a mantenere e preservare il suo lato più tradizionale, quello che vi fa un po’ sentire dentro un film, che riesce ad evocare meravigliose sensazioni; quello che davvero riesce a farvi vedere e comprendere la cultura giapponese. Cose da vedere a Kyoto ce ne sono un’infinità, perciò mi limiterò a parlarvi di quello che io ho visitato e che ritengo valga la pena.
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Se c’è un’esperienza che mi è rimasta particolarmente nel cuore del mio viaggio in Giappone è stata sicuramente la visita nella zona di Koyasan e il pernottamento in uno dei templi buddisti.

Konpon Daito Pagoda Konpon Daito Pagoda

 

La zona di Koyasan prende il nome dal Monte Koya e si trova nella penisola di Kii, prefettura di Wakayama, non lontano da Osaka. Il monte Koya, considerato uno dei luoghi più sacri del Giappone, venne fondato 12 secoli fa dal monaco Kukai, conosciuto anche come Kōbō-Daishi, e divenne con il tempo il principale centro del Buddhismo esoterico Shingon, una delle maggiori e più longeve scuole del Buddhismo giapponese. Il monte Koya si trova a circa 800mt di altitudine e l’intera zona è ricca di templi buddisti e antichi complessi monastici, immersi nel verde della natura, che offrono vitto e alloggio ai viaggiatori.
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Cercare di parlare di Tokyo e/o consigliare alcuni posti da vedere in un solo post è praticamente impossibile. Se volessi descriverla con poche parole potrei dire che è enorme, mutevole, coloratissima e inaspettata. Come del resto tutto il Giappone, anche Tokyo cambia velocemente; puoi passare dalla folla incredibile di Shibuya alla calma quasi provinciale di Musashino: il tutto con 20 minuti di metro.

Una via di Musashino Una via di Musashino
I quartieri, anzi le prefetture, sono tantissime, alcune davvero molto diverse tra loro, e decidere tra queste quale andare a visitare è stata un’impresa nella quale ci siamo riusciti fino ad un certo punto. Ma, nonostante durante il viaggio abbia spesso consultato la Lonely Planet, fatta davvero molto bene e particolarmente utile, mi sono essenzialmente lasciata guidare dal "caso" e dall'istinto. È il mio modo di viaggiare. Per quanto provi a fare a un itinerario di massima da seguire, puntualmente poi lo stravolgo. Amo perdermi tra le stradine dei quartieri, scendere un po' a caso alle fermate della metro e visitare luoghi di cui non avevo neanche sentito parlare. D'altronde il Giappone è paese che per questo si presta benissimo... ha talmente tanto da offrire che non vorresti mai rientrare in albergo.
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L’India: o la ami o la odi. Non ha mezzi termini, è il paese dei contrasti, è un paese che ti mette a dura prova sotto diversi aspetti ma che sa anche darti tanto, tutto quello che per ovvi motivi il nostro paese o la nostra cultura non potrebbe mai. Io l’ho amata, e anche tanto, e ho sofferto del fatto che in questo viaggio non sono riuscita a vederla come avrei voluto. Ma in fondo il mio è stato solo un arrivederci e, fatto tesoro di quello che ho imparato in quei 16 giorni, so che ci tornerò meglio organizzata. Come dicevo, l’India mette a dura prova, a cominciare dal cibo fortemente speziato e piccante, a quello che si può vedere lungo la strada passeggiando per le città in quanto la povertà è tanta e molto evidente soprattutto nelle zone di periferia.

Quali sono quindi le cose che possiamo fare prima e durante il nostro soggiorno in India per godercelo appieno e serenamente senza rischiare di farcelo rovinare a causa di malesseri fisici o disagi di vario genere?

Bambino - Foto di Simona Forti
Cominciamo dall’albergo: come vi avevo già detto qui prima di partire, se volete un albergo che soddisfi almeno i requisiti minimi di igiene e decenza, dovete pagare. Oltre al classico Booking.it che tutti conoscono, quello che mi sento di consigliare è di dare uno sguardo anche ad Agoda.com prevalentemente usato per le destinazioni asiatiche dove spesso trovate alberghi ed offerte che non trovereste su altri siti. Se mi posso permettere, spendete qualche ora in più del vostro tempo per fare dei controlli incrociati sugli alberghi che avete scelto. Cercate recensioni su Tripadvisor, Google review e altri siti; e soprattutto guardate bene la data dell’ultima recensione. Non fidatevi di quelli con recensioni troppo vecchie altrimenti rischiate di rimanere fregati.
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Il Giappone è uno di quei posti da visitare almeno una volta nella vita. È un paese meraviglioso, un paese dove comprendi davvero cosa significhi il rispetto, verso gli altri esseri umani e il territorio, dove tutto funziona perfettamente, dove le persone tendono alla collaborazione e cooperazione e non all’individualità. È un paese che sa cambiare molto velocemente anche semplicemente passando da una strada all’altra; dal delirio di luci, colori e suoni di un determinato quartiere di Tokyo, all’atmosfera più tradizionale e antica di Kyoto.

È un paese dove le persone non è vero che sono fredde o imprenetrabili come spesso si crede o si sente dire, sono semplicemente terribilmente timide, attentissime a non disturbare gli altri specialmente se stranieri e profondamente oneste. E non è neanche vero che è un paese così caro o inavvicinabile come si pensa.. con le giuste accortezze si può fare un viaggio in Giappone di 10/14 giorni senza spendere un capitale.

Tempio Buddista a Koyasan Tempio Buddista a Koyasan
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Quando sono partita per l’India a Marzo avevo una vaga idea di cosa mettere in valigia; ma adesso con il senno poi mi sento di dare questi consigli a chi ha intenzione di recarsi in India e/o in un ashram, come ho fatto io.

La lista delle cose da portare in realtà non era così lunga, ma si trattava di tutte cose abbastanza importanti. Come vi ho detto precedentemente l’India è un paese dove bene o male in qualsiasi periodo dell’anno fa caldo; almeno di giorno. Quindi si deve prediligere un abbigliamento fresco e comodo, possibilmente cotone o lino in colori chiari.

Foto di Simona Forti Foto di Simona Forti
Scelsi quindi di portare con me alcune t-shirt a maniche corte ma soprattutto dei kurta di cotone e delle tuniche lunghe da abbinare con dei pantaloni sempre di cotone morbidi e non aderenti;  un paio di sandali leggeri e un paio di scarpe da ginnastica.
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Quando, qualche mese fa, acquistai il biglietto per l’India non sapevo ancora niente o quasi di questo paese in termini di organizzazione e consigli di viaggio. Cosí cominciai una lunga ricerca per potermi preparare, almeno “praticamente”, nel migliore dei modi. L’India è un paese molto vasto, se si ha intenzione di girarlo davvero tutto si deve entrare nell’ottica di avere almeno 2 o 3 mesi a disposizione. Io, questa volta, avrò solo 16 giorni a disposizione e il mio sarà un viaggio un po’ particolare in quanto andrò a stare per la maggior parte del tempo in un ashram, quello del mio maestro di Kriya Yoga

Alcune cuoche in un Ashram a Pune - Foto di Alessandro Ceccarelli Alcune cuoche in un Ashram a Pune - Foto di Alessandro Ceccarelli

Se si vuole visitare l’India si deve come prima cose scegliere se andare in India del Nord o in India del Sud. Se cercate guide turistiche cartacee, o argomenti in giro per il web li troverete difatti divisi in questa maniera. Per lo stesso motivo è anche difficile definire quale sia il periodo meterologicamente migliore per recarsi, perchè i fattori climatici sono molto diversificati tra di loro.

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Il viaggio in Giappone, il sogno di una vita diventato finalmente realtà. Uno di quei viaggi che non hai minimamente in programma di fare ma che quasi ti capita per caso grazie ad un’offerta di una compagnia aerea che ti permette di acquistare il biglietto di A/R ad un prezzo davvero conveniente. Quando ho acquistato il biglietto a dicembre avevo la possibilità di scegliere in che periodo viaggiare tra febbraio e giugno.

Dopo tanto cercare, documentarmi, analizzare ho scelto fine Aprile per due motivi principali: il primo è che desidero da sempre assistere alla fioritura dei ciliegi che normalmente si verifica tra aprile e maggio; il secondo è che la primavera (da marzo a maggio), insieme all’autunno (da settembre a novembre) è fra i periodi migliori per andare. Il clima in questi periodi è molto piacevole, non è ancora particolarmente caldo o freddo e quindi ti permette di girare per le città senza particolari difficoltà. C’è da dire però che fine aprile è tempo di vacanza in Giappone, la Golden Week,  quindi è bene prenotare in anticipo il pernottamento per non rischiare di trovare tutto completamente pieno.

Foto di Piermaria Mendolicchio Foto di Piermaria Mendolicchio

Dato che il mio viaggio durerà 14 giorni circa, e ho intenzione di muovermi abbastanza in modo da poter girare un po’ il paese senza rimanere fossilizzata in una sola città, ho preferito utilizzare due città come “base” per dormire in modo da non dover spostarmi continuamente di albergo in albergo con bagagli al seguito. Le mie basi saranno Kyoto e Tokyo più una notte in un tempio buddista come intermezzo tra una città e l’altra.