Lo scorso sabato 19 Febbraio, ho avuto la possibilità, anzi direi più l’onore, di partecipare al 34esimo Governing Council dell’IFAD a Roma che ha visto come protagonisti i delegati dei 167 paesi membri dell’IFAD, che insieme a personalità internazionali, giovani leader di comunità contadine e rappresentati istituzionali di alto livello, hanno discusso su come garantire la sicurezza alimentare, rafforzare i piccoli contadini e su come sostenere, ma soprattutto, incoraggiare i giovani che vivono nelle aree rurali dei paesi in via di sviluppo.
Aprendo i lavori il Presidente del Fondo Kanayo F. Nwanze, ha detto che l’IFAD lavora alla costruzione di economie rurali più robuste e dinamiche, che a loro volta daranno impeto agli sforzi dell’agenzia per sradicare la povertà rurale. “I programmi ed i progetti che sosteniamo stanno creando le condizioni per i piccoli contadini e l’intera popolazione rurale povera per diventare piccoli imprenditori nei nuovi mercati emergenti”.
Al consiglio dei governatori ha partecipato anche Kofi Annan, Presidente dell’Alleanza per la rivoluzione verde in Africa (AGRA) ed ex Segretario Generale delle Nazioni Unite, insieme alla principessa Haya Al Hussein Ambasciatrice di Pace delle Nazioni Unite, che ha toccato un punto fondamentale di discussione che è stato poi ripreso nel pomeriggio durante una tavola rotonda in seduta plenaria: “ rendere l’agricoltura più attraente per i giovani con ambizione e spirito d’iniziativa”. “Sono loro la generazione di cui c’è bisogno affinché vi sia un cambiamento sostenibile”.
Un tema a me, da sempre, molto caro e che mi vede colpita da vicino. Da anni seguo, e sostengo, il movimento Slow Food fondato da Carlo Petrini che è stato protagonista della tavolta rotonda svoltasi durante il pomeriggio; tavola rotonda alla quale con molta gioia ho potuto partecipare.
È stata senza dubbio un’esperienza incredibile ed emozionante. Vedere riuniti cosi tanti governatori e personalità di alto livello, discutere su un tema così importante come lo sviluppo dell’agricoltura mi ha dato qualche speranza in più riguardo il nostro pianeta.
Gli interventi di Carlo Petrini, che in qualche modo potete vedere riassunti in questa intervista, sono stati illuminanti e carichi di grande emozione e passione.
Secondo Petrini l’approccio classico di considerare il cibo alla stessa stregua di una merce come le altre è stato fallimentare.
“L’agricoltura ha bisogno di un approccio olistico ed i giovani devono essere messi nelle condizioni di voler restare a coltivare la terra”
“Non si può parlare di giovani, senza i giovani” ha proseguito. “Non devono essere i governatori a discuterene, ma gli stessi giovani contadini!” In questo modo ha esortato gli esponenti dei governi ad invitare ai prossimi meeting i giovani dando anche la disponibilità, come Slow Food, ad accoglierli tutti.
Ha inoltre sottolineato più volte l’importanza delle conoscenze tradizionali delle comunità contadine che vanno preservate e integrate con la scienza.“Bisogna costruire un rapporto dialettico, di discussione tra scienza e saperi tradizionali.”
Insomma, senza dubbio un esempio di grande speranza e visione del futuro dove i protagonisti principali sono proprio i giovani.
Una menzione speciale va al Social Reporting Team di IFAD, che attraverso Twitter e Facebook hanno dato la possibilità a tutti, in tutto il mondo, di seguire e partecipare agli interventi della tavola rotonda moderati dall’ex giornalista della CNN Tumi Makgabo.
Un live blogging davvero completo ed esaustivo per il quale, nel mio piccolo, ho cercato di dare un contributo e che con estrema gioia mi ha fatto sentire parte utile di qualcosa.
Non posso che ringraziare IFAD e le persone che ci lavorano e che ho potuto incontrare in quella giornata, per la grande e preziosa occasione regalatami e che spero possa ripetersi in futuro.

Archivio commenti