Il mio Expo 2015 in 10 scatti +1

10 Scatti +1 del mio Expo di questi giorni.

Per me Expo è stata un’esperienza vera e propria, un viaggio continuo attraverso tutti i Paesi  del Mondo.

Ad ogni passo la voglia di partire all’istante alla scoperta di ogni Paese diventava sempre più forte.

Niente consigli pratici, miniguide o lista dei padiglioni che secondo me dovreste vedere.. il solo consiglio che mi sento di darvi è: andate!

Andateci, visitatelo, perdetevi tra i padiglioni, i chioschi per mangiare, i giochi per i bambini, i prati su cui sdraiarvi.

Vi farà fare il giro del mondo, percorrendo al massimo 20 km :)

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Padiglione Zero

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Padiglione Zero

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Padiglione Zero – La quotazione degli alimenti nel mondo

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Padiglione Ecuador

IMG_8407Padiglione Giappone

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Padiglione Giappone

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Padiglione Giappone

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Padiglione Giappone – Cibo, innovazione e tecnologia

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Padiglione Messico

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Padiglione Italia

IMG_8416L’Albero della Vita – Piazza Italia

 

Salpare l’ancora. Ovvero: del grande viaggio che ha ora inizio

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Ho pensato più e più volte a come impostare questo post (gioco di parole a parte); a che “linea” dargli, che tipo di messaggio volevo far passare, e quali parole utilizzare come incipit.

I pensieri in testa e le emozioni dentro di me sono molte, ho cercato di far luce su quali volevo mettere nero su bianco da raccontarvi ma, come al solito, quando penso troppo ad una cosa, quando cerco di ‘inscatolarla” in determinati contorni, non ne esco fuori.

La mia creatività, l’ispirazione naturale, il fluire interiore dei miei pensieri, delle emozioni, della mia stessa vita si spengono e svaniscono.

E così oggi, con la mia solita tazza di tè in mano, tutto ad un tratto lasciando perdere tutto il resto che stavo facendo, ho aperto questa pagina bianca e ho cominciato a scrivere.

In mente ho chiaro ciò che voglio dire, arrivando al sodo senza fare troppi giri di parole, eventi e vicissitudini.

Sto lavorando ad un nuovo progetto, o meglio, al mio progetto.

Un progetto grande, difficile, eccitante che non vedo l’ora di mettere in atto.

Un progetto da una parte “sofferto” ma tanto desiderato; un progetto che ovviamente implica un viaggio, un grande viaggio.

E non potrebbe essere diversamente, vista la mia natura di instancabile viaggiatrice che in realtà non vi ho mai raccontato davvero.

Spesso questi viaggi, questi progetti nascono da grandi cambiamenti o eventi che accadono durante la vita di una persona; e anche nel mio caso e’ un po’ così.

È un progetto che ho rimandato per davvero troppo tempo, negando alla mia stessa natura di manifestarsi per quella che è.

Ho l’animo zingaro di chi non sa stare troppo fermo in un posto con la capacità, per fortuna, di sapersi reinventare e adattarsi a nuovi contesti anche lavorativi. E questo mi piace da morire. Ho dei sogni, degli obiettivi; ho compreso dopo 34 anni cosa davvero voglio fare da grande e sono determinata nel riuscirci anche se questo richiederà tempo e fatica. E visto che la “ricompensa” è la libertà: direi che ne vale decisamente la pena.

Ma non vi parlerò ora nello specifico di quello che accadrà nei prossimi mesi un po’ per scaramanzia, si dai lasciatemelo fare :), un po’ perché è ancora tutto in partenza. Ma se avrete pazienza, non appena avrò in mano qualcosa di concreto entro 2/3 mesi al massimo, vi racconterò tutto; e non vedo l’ora di farlo :)

Sono felice, comincio a stare bene, nonostante le difficoltà, i dolori e anche le lacrime che fino a poco fa versavo.

Ma va bene così, perché adesso è tutto un crescere e un divenire che mi porterà dove voglio io :)

Il tè: Shincha 新茶 raccolto Aprile 2014, Kagoshima – Giappone

Ritorno alle origini: viaggio in India zaino in spalla

Ho sempre viaggiato; è il ricordo maggiore che ho fin da piccola.  Ho viaggiato molto con i miei nonni al tempo delle scuole elementari: a giugno, finite le scuole, mi prendevano con loro per portarmi in Calabria e mi riportavano a Roma a settembre giusto in tempo per l’inizio dell’anno nuovo.

Ho viaggiato abbastanza anche con i miei genitori, fino ai 15/16 anni circa; settimane bianche, weekend fuori porta, il mio primo grande viaggio negli Stati Uniti di un mese, ancora le vacanze estive giù al mare in Calabria.

Ma soprattutto ho viaggiato tantissimo da sola. E ho cominciato molto presto a farlo. Sono sempre stata una ragazza con un grande desiderio di indipendenza e questo mia madre lo sa bene; probabilmente non dimenticherà mai i giorni e le notti che le ho fatto passare preoccupata perché a 17 anni ero già fuori di casa, una volta a Torino, una volta a Pescara, una volta in Olanda per partecipare ad un grande raduno internazionale di hackers. Ed ho sempre viaggiato molto leggera, nel mio zaino c’era l’indispensabile, un libro, un quaderno, e il mio inseparabile lettore cd (ai tempi andava tantissimo). La valigia o il trolley non sapevo neanche cosa fossero. Sono andata avanti così per anni, il sabato finite le lezioni di scuola alle 13 scappavo di corsa in stazione  per prendere il treno e raggiungere tutte quelle persone che la rete mi aveva dato e che volevo assolutamente incontrare. Continue reading Ritorno alle origini: viaggio in India zaino in spalla

Nordic Bloggers’ Experience

A volte più che con le parole, mi piace raccontare con le immagini i luoghi che ho vissuto. Ci sono luoghi che difficilmente riesci a spiegare a parole; le loro luci, i colori, le emozioni che ti trasmettono.

Helsinki e Stoccolma sono sicuramente tra queste ed è per questo che ho scelto 10 foto, da me scattate, per raccontarvi un po’ quello che è stato per me questa meravigliosa settimana della la Nordic Bloggers’ Experience. Ancora un grazie speciale a Inna-Pirjetta Lahti, Sebastian Canaves, Visit Finland e Visit Helsinki :)

India, quel viaggio inaspettato. Che torna di nuovo

Ho percorso l’India a piedi scalzi su strade improponibili; ho vissuto in un ashram come fosse la mia casa di sempre; ho meditato, per ore, dentro il Tempio della Pace in Terra al cospetto dello Shiva Lingam di mercurio più grande dell’India, sotto l’ombra degli alberi di mango, seduta di fronte il mandir del mio maestro; ho conosciuto persone provenienti da tutto il mondo e condiviso ogni cosa per giorni e giorni; ho trovato la pace, interiore, quella vera e adesso so che sapore ha.

In quel pezzo di terra immerso nella foresta, in compagnia di scimmie e pavoni, dove il tempo sembra dilatarsi e subire l’effetto della distorsione; dove regna un’armonia sovraumana e mai conosciuta prima; dove tutto scorre come deve scorrere, dove l’energia è così forte che in alcuni momenti ti investe completamente.

Mai e poi mai, quel 4 di settembre di un anno fa parlando con il mio amico Alessandro, avrei immaginato che mi sarebbe capitato tutto ciò, che la vita mi sarebbe così cambiata e che mi sarei ritrovata ora qui a parlare dell’India, del mio maestro e di quel viaggio spirituale, e surreale, completamente inatteso.

L’India quel paese assurdo per il quale non sarai mai preparato abbastanza. Quel paese che ti accoglie con i suoi assordanti colori, il profumo di incenso, l’odore della plastica bruciata ai bordi delle strade, la puzza di piscio, il cibo di strada, l’odore pungente del coriandolo, i fiori arancioni usati per le offerte nei templi, i cani randagi, i bambini che corrono nudi e scalzi sotto i ponti in costruzione, le donne vestite con i loro sari bellissimi, i risciò che ti sfrecciano addosso da qualunque direzione. E a causa dei quali, rischi la vita ogni due per tre.

Quel paese di cui molte volte non sono riuscita a raccontare come avrei voluto e come vorrei. Un paese che ti travolge, nel bene o nel male. Perché l’India non ha mezze misure: o la ami o la odi.

E adesso che è notte, nuovamente mi trovo  a pensare, a leggere, a cercare, a programmare il mio ritorno in India. Questa volta di più, questa volta si volge lo sguardo anche al nord, verso l’Himalaya. 40 giorni; in India. Tra febbraio e marzo, il prossimo anno.

Cercherò di raccontare durante il mio viaggio ciò che vedrò, le emozioni provate, la cultura dell’India, quella non turistica, quella che si sperimenta vivendo in un ashram isolati nel bel mezzo della foresta vicino Pune; camminando attraverso i luoghi sacri degli yogi sull’Himalaya.

Non so se ci riuscirò perché l’India ti mette sempre alla prova; ma almeno ci proverò.

Giappone: Nara e il grande Buddha

Durante il nostro viaggio in Giappone, fra le città minori che abbiamo visitato, vicino Kyoto, Nara è senza dubbio quella che ho amato di più. All’apparenza piccola, si presenta in realtà come una vera e propria perla.
Basta uscire dalla stazione, attraversare il primo grande incrocio e subito ci si ritrova a percorrere una piccola stradina piena di deliziosi negozi che conduce diretti fino al meraviglioso parco di Nara . Il parco è una delle mete imperdibili di questa città, e quasi tutti i luoghi di maggiore interesse si trovano proprio al suo interno che, con nostro grande stupore, ospita circa 1200 cervi che liberamente girano e interagiscono con le persone! Motivo per cui  è anche conosciuta come la città dei cervi :)

Nara
Nara

Grazie alla mappa ben fatta che una signora del centro informazioni gentilmente ci ha dato, siamo riusciti a fare un lungo giro all’interno del parco visitando i templi e i luoghi principali. Il Giappone ha di buono, anzi di ottimo direi, che è tutto sempre ben organizzato. Si potrebbe quasi viaggiare senza guida vista la grande quantità di informazioni che sono spesso facilmente reperibili in ogni stazione.

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