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    <title>Pensieri Sconnessi on nhaima</title>
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    <description>Recent content in Pensieri Sconnessi on nhaima</description>
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    <lastBuildDate>Sun, 23 Jul 2017 17:49:26 +0000</lastBuildDate>
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      <title>Del vivere nella time zone</title>
      <link>https://nhaima.org/2017/07/del-vivere-nella-time-zone/</link>
      <pubDate>Sun, 23 Jul 2017 17:49:26 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p class=&#34;p1&#34;&gt;Qui da me a Tokyo è sera, quasi notte.&lt;/p&gt;&#xD;&#xA;&lt;p class=&#34;p1&#34;&gt;Da voi c’è ancora il sole e magari siete in giro da qualche parte a mangiare un gelato.&lt;/p&gt;&#xD;&#xA;&lt;p class=&#34;p1&#34;&gt;Dio come vorrei un gelato adesso, nocciola e pistacchio. E magari anche la panna.&lt;/p&gt;&#xD;&#xA;&lt;p class=&#34;p1&#34;&gt;Piuttosto dovrei preparare la cena, ma voglia non ne ho. Fumerò qualcosa, e poi a dormire. Forse, se Morfeo mi fa la grazia.&lt;/p&gt;&#xD;&#xA;&lt;p class=&#34;p1&#34;&gt;Magari prima mi butto un po’ in vasca, con l’acqua a 38 gradi a sciogliere un po’ i penseri.&lt;/p&gt;&#xD;&#xA;&lt;p class=&#34;p1&#34;&gt;L’ofuro: una cosa a cui i giapponesi non possono rinunciare. È più che un’abitudine, è un elemento quasi costante della loro quotidianità&lt;/p&gt;&#xD;&#xA;&lt;p class=&#34;p1&#34;&gt;Oggi avevo bisogno di sentirvi, ma mentre io tentavo di aprire gli occhi dalla notte un po’ insonne, voi stavate andando a dormire, o forse dormivate già. E chi sono io per interrompere il vostro sonno? Quel momento così prezioso della giornata che io inizio un po’ a dimenticare come sia.&lt;/p&gt;&#xD;&#xA;&lt;p class=&#34;p1&#34;&gt;A dirla tutta il telefono in mano l’ho preso, whatsapp l’ho aperto, un sorriso mi è stato donato, ma poi ho lasciato perdere.&lt;/p&gt;&#xD;&#xA;&lt;p class=&#34;p1&#34;&gt;Ho aspettato 8 ore.&lt;/p&gt;&#xD;&#xA;&lt;p class=&#34;p1&#34;&gt;7 di fuso più una. Per darvi il tempo almeno di prendere il caffè e capire che un nuovo giorno è cominciato; mentre il mio piano piano volgeva verso il termine.&lt;/p&gt;&#xD;&#xA;&lt;p class=&#34;p1&#34;&gt;Ho aspettato 8 ore.&lt;/p&gt;&#xD;&#xA;&lt;p class=&#34;p1&#34;&gt;8 ore per immaginarvi svegli e fantasticare su come avreste passato quest’ultima domenica di maggio. Chissà che tempo fa dove vivete; potrei saperlo in un istante, ma mi diverte di più ignorarlo e continuare ad immaginare.&lt;/p&gt;&#xD;&#xA;&lt;p class=&#34;p1&#34;&gt;Qua ci sono già 30 gradi. Andate al mare? Un giro a Villa Ada? Colazione al bar da Andrea? Oppure state a casa a lavorare fitto ai vostri progetti per avere più soldi, perché volete viaggiare? Perché dovete viaggiare.&lt;/p&gt;</description>
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      <title>Sentori di quotidianità</title>
      <link>https://nhaima.org/2016/04/sentori-di-quotidianita/</link>
      <pubDate>Fri, 22 Apr 2016 02:44:15 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Interno notte. Stanza 503-A dell&amp;rsquo;Akamonkai Nippori Ryo. È la vigilia del weekend e tutto è cominciato solo due settimane fa. Piove, il vento ha finalmente smesso di inseguire se stesso per la tromba delle scale di questo palazzo e io, ora, riesco a percepire quasi ogni singolo rumore, e silenzio, di vita di questi appartamenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La terra invece trema. Leggera, costante, a volte impercettibile; altre volte con più intenzione. Lo fa spesso, quando meno te lo aspetti; e anche se lo sai, che lo farà ancora una volta, non ti ritrovi mai abbastanza pronto ad assecondarla.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il Giappone è così, trema spesso, e piano piano ci fai l&amp;rsquo;abitudine; è un po&amp;rsquo; come un amico non particolarmente gradito che ogni tanto viene a farti visita senza avvisare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche se, a dirla tutta, non so se davvero mai mi ci abituerò. Ma le mie giornate stanno pian piano riempiendosi di abitudini e rituali; di una quotidianità tutta nuova che mi piace, mi fa sentire leggera, fresca, piena di vita, carica di un&amp;rsquo;energia che avevo dimenticato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;C&amp;rsquo;è la sveglia delle 8,30 per lavorare, i messaggi con la famiglia che si alza presto per andare in ufficio, e non aspetta altro di sentirmi, e la scuola che impegna gran parte della mia settimana. C&amp;rsquo;è poi il rituale delle 16:30, la telefonata con le persone che amo, mentre cammino per le strade di Nippori per andare alla biblioteca del Main Campus dove mi aspettano i nuovi compagni di scuola per studiare insieme, le passeggiate per Yanaka, la spesa all&amp;rsquo;Inageya, il caffè per tutti la domenica mattina su in terrazza.&lt;/p&gt;</description>
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      <title>Palermo tra i miei pensieri</title>
      <link>https://nhaima.org/2016/01/palermo-tra-i-miei-pensieri/</link>
      <pubDate>Sun, 03 Jan 2016 18:01:03 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;È lei, la Palermo che mi manca.&#xA;Quella che non si dice, che non si racconta. Quella che si fa scoprire, decandente e viscerale, sotto la pioggia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È lei, la Palermo dei ricordi.&#xA;Quella che non si vede, quella che ti urla e non ti lascia dormire. Quella che si nasconde nuda dietro le facciate dei palazzi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;text_exposed_show&#34;&gt;&#xD;&#xA;&lt;p&gt;È lei, la Palermo dei miei pensieri.&#xA;Quella che ti ammalia, ruffiana e sfacciata. Quella che ti divora e poi ti rigurgita. Quella che ti seduce e ti trascina dentro con sé.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È Palermo. Quella che ho conosciuto, che mi ha rapito.&#xA;La sola che potrei chiamare tale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;http://nhaima.org/wp-content/uploads/IMG_9586.jpg&#34; rel=&#34;attachment wp-att-7845&#34;&gt;&lt;img class=&#34;aligncenter size-large wp-image-7845&#34; src=&#34;http://nhaima.org/wp-content/uploads/IMG_9586-819x1024.jpg&#34; alt=&#34;IMG_9586&#34; width=&#34;474&#34; height=&#34;593&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/div&gt;</description>
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      <title>La mia Londra</title>
      <link>https://nhaima.org/2012/05/la-mia-londra/</link>
      <pubDate>Tue, 08 May 2012 14:20:09 +0000</pubDate>
      <guid>https://nhaima.org/2012/05/la-mia-londra/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Quasi sicuramente questo non sarà il primo articolo che leggerete su Londra, ma magari l’ennesimo di una lunga serie che vi racconta cosa visitare della città, come muovervi o dove alloggiare. In realtà questa volta non voglio proporvi una vera e propria miniguida di Londra; piuttosto raccontarvi Londra come è apparsa ai miei occhi e come ancora ne sento la mancanza. Londra è per certi versi la città degli &lt;em&gt;“opposti”&lt;/em&gt;, la città dove puoi decidere se immergerti nel delirio di gente, suoni e colori in pieno centro tra &lt;strong&gt;Piccadilly Circus&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Leicester Square&lt;/strong&gt;; o rifugiarti alla ricerca della pace e del silenzio in uno dei tanti bellissimi parchi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ricordo a tal proposito una delle vacanze pasquali più belle mai trascorse proprio a Londra, l’anno scorso. Era Pasqua, 25 gradi, un sole caldo e avvolgente e noi, insieme a tanti altri londinesi, sdraiati sull’erba del &lt;strong&gt;St. John Park&lt;/strong&gt; a sonnecchiare e sognare. Non era minimamente la Londra che tante volte mi è capitato di leggere: caotica o rumorosa. Tutt’altro! Era come stare in un’altra Londra, completamente diversa da come normalmente la descrivono; era una Londra pacata, piacevole, quasi da cittadina di provincia. Londra è quella città che ti dà la possibilità di passare intere giornate immerse nell’arte e la cultura, spesso e volentieri senza pagare un solo pound. Luoghi come la &lt;strong&gt;Tate Modern&lt;/strong&gt;, o l’immenso &lt;strong&gt;British Museum&lt;/strong&gt;, o ancora il &lt;strong&gt;National Gallery&lt;/strong&gt; sono tutti assolutamente gratuiti. Opere d’arte incredibili o interi periodi di storia messi a disposizione di tutti che puoi decidere di visitare anche per giornate intere. Ricordo il primo giorno che sono arrivata a Londra per la prima volta, una mattina di agosto di tanti anni fa, la primissima sensazione che provai pur non conoscendo la città fu quella di “casa”. Non conoscevo niente di Londra, se non le poche indicazioni che mi erano state datte per raggiungere il luogo dove avrei alloggiato. Ma la sua accoglienza, la sua “internazionalità&amp;quot;, non mi hanno mai fatto sentire davvero una straniera.&lt;/p&gt;</description>
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      <title>Quando uno strumento diventa una dipendenza</title>
      <link>https://nhaima.org/2008/12/quando_uno_strumento_diventa_una_dipende/</link>
      <pubDate>Tue, 02 Dec 2008 02:11:27 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;C&amp;rsquo;è chi ne è cosciente e chi no.&#xA;E forse è un po&amp;rsquo; tutta qui la chiave per uscirne.&#xA;O forse lo è solamente per &amp;ldquo;noi&amp;rdquo; che in verità ci siamo già passati, ci siamo caduti dentro fino in fondo, e poi siamo riusciti ad uscirne fuori disintossicandocene.&#xA;Ma fino a che punto questo può incidere ed influire sulla nostra vita dentro ogni minima cosa, dalle reazioni, i pensieri agli atteggiamenti?&#xA;Completamente. E quando riusciamo ad accorgerci di ciò? Sempre se questo accade..&#xA;Siamo ancora in tempo? Forse parlando ognuno, personalmente, risponderebbe di si; per quanto mi riguarda senza dubbio. Ma per questa società, per l&amp;rsquo;umanità intera nutro ormai forti dubbi.. se non addirittura alcuna speranza.&#xA;Sarà purtroppo sempre un crescendo.&#xA;Il Web 2.0 ci circonda, ci perseguita, ci sottomete.&#xA;Lo abbiamo dappertutto. Attraverso il computer a casa, in ufficio, nel telefonino, girando per negozi, attraverso la console di gioco, in televisione. Arriveremo al punto in cui potremo ordinare vocalmente alla nostra casa di cambiarci lo status su Facebook come Jimi in Nirvana ordinava alla sua di preparargli l&amp;rsquo;acqua calda per il bagno..&#xA;È talmente invadente, e invasivo, che te lo ritrovi nella vita quotidianamente e costantemente, come lavarsi i denti la mattina prima di uscire.&#xA;E quando piccole sensazioni, legate a persone reali, &lt;em&gt;vive&lt;/em&gt;, ma relazionate a questo strumento, ti attraversano anima e corpo allora capisci di essere arrivato a quel punto. Al punto in cui devi riprenderti totalmente la tua &lt;em&gt;vita&lt;/em&gt; senza che venga falsata, alterata, e dissociata e che quella degli altri, magari anche di persone che nemmeno volevi più fossero in qualche modo ancora legate a te, interferisca con la tua.&lt;/p&gt;</description>
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