Sentori di quotidianità

Interno notte. Stanza 503-A dell’Akamonkai Nippori Ryo. È la vigilia del weekend e tutto è cominciato solo due settimane fa. Piove, il vento ha finalmente smesso di inseguire se stesso per la tromba delle scale di questo palazzo e io, ora, riesco a percepire quasi ogni singolo rumore, e silenzio, di vita di questi appartamenti.

La terra invece trema. Leggera, costante, a volte impercettibile; altre volte con più intenzione. Lo fa spesso, quando meno te lo aspetti; e anche se lo sai, che lo farà ancora una volta, non ti ritrovi mai abbastanza pronto ad assecondarla.

Il Giappone è così, trema spesso, e piano piano ci fai l’abitudine; è un po’ come un amico non particolarmente gradito che ogni tanto viene a farti visita senza avvisare.

Anche se, a dirla tutta, non so se davvero mai mi ci abituerò. Ma le mie giornate stanno pian piano riempiendosi di abitudini e rituali; di una quotidianità tutta nuova che mi piace, mi fa sentire leggera, fresca, piena di vita, carica di un’energia che avevo dimenticato.

C’è la sveglia delle 8,30 per lavorare, i messaggi con la famiglia che si alza presto per andare in ufficio, e non aspetta altro di sentirmi, e la scuola che impegna gran parte della mia settimana. C’è poi il rituale delle 16:30, la telefonata con chi amo, mentre cammino per le strade di Nippori per andare alla biblioteca del Main Campus dove mi aspettano i nuovi compagni di scuola per studiare insieme, le passeggiate per Yanaka, la spesa all’Inageya, il caffè per tutti la domenica mattina su in terrazza.

È la mia nuova vita. È fatta di sorrisi, di studio, di sacrifici, di persone nuove, di konnichiwa e sumimasen, di ramen fatti a mano dal tipo in piazza o di okonomiyaki da Don Don; è fatta di luoghi da esplorare, di cose inaspettate, di esperienze incredibili, di attese che sembrano interminabili ma per le quali ne vale la pena, perché lo sai che è così; ci credi.

Sono ormai le 2 della notte, la pioggia ha smesso di cadere e il solo rumore che avverto è quello della luce al neon, rotta, fuori dalla porta di casa che continua a lampeggiare ad intermittenza.

È arrivato il momento di andare offline.

 

Soundtrack Sigur Ros – Glósóli

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