India: istruzioni per l’uso

Ganesha - Foto di Simona Forti

L’India: o la ami o la odi. Non ha mezzi termini, è il paese dei contrasti, è un paese che ti mette a dura prova sotto diversi aspetti ma che sa anche darti tanto, tutto quello che per ovvi motivi il nostro paese o la nostra cultura non potrebbe mai. Io l’ho amata, e anche tanto, e ho sofferto del fatto che in questo viaggio non sono riuscita a vederla come avrei voluto. Ma in fondo il mio è stato solo un arrivederci e, fatto tesoro di quello che ho imparato in quei 16 giorni, so che ci tornerò meglio organizzata. Come dicevo, l’India mette a dura prova, a cominciare dal cibo fortemente speziato e piccante, a quello che si può vedere lungo la strada passeggiando per le città in quanto la povertà è tanta e molto evidente soprattutto nelle zone di periferia.

Quali sono quindi le cose che possiamo fare prima e durante il nostro soggiorno in India per godercelo appieno e serenamente senza rischiare di farcelo rovinare a causa di malesseri fisici o disagi di vario genere?

Bambino - Foto di Simona Forti

Bambino – Foto di Simona Forti

Cominciamo dall’albergo: come vi avevo già detto qui prima di partire, se volete un albergo che soddisfi almeno i requisiti minimi di igiene e decenza, dovete pagare. Vi consiglio di cercare l’albergo su Expedia.it o  Booking.com, sono più affidabili e sopratutto potete leggere le recensioni di chi ci ha già pernottato. Se mi posso permettere, spendete qualche ora in più del vostro tempo per fare dei controlli incrociati sugli alberghi che avete scelto. Cercate recensioni su Tripadvisor, Google review e altri siti; e soprattutto guardate bene la data dell’ultima recensione. Non fidatevi di quelli con recensioni troppo vecchie altrimenti rischiate di rimanere fregati.

Spesso sui siti degli alberghi trovate le foto delle stanze che vi lasciano sperare che siano pulite perché sono state scattate quando erano tirate a lucido, non fidatevi! A guardare il sito, l’albergo dove sono stata sembrava avere stanze belle e pulite e invece erano piccole e non propriamente linde e pinte come si suol dire… ma io, per mia fortuna, ho un grande senso di adattamento e quindi bene o male me la cavo. Scegliete se potete magari grandi catene e portate con voi un sacco a pelo o un lenzuolo da campeggio da stendere sul materasso; normalmente hanno dei copriletti di tessuto sintetico e spesso macchiati anche se per loro sono puliti…

Pune - Foto di Simona Forti

Pune – Foto di Simona Forti

 

Il cibo: io non ho avuto alcun problema di sorta. A differenza dei miei compagni di viaggio che negli ultimi giorni hanno accusato problemi intestinali. Quello che però mi ha salvato sono stati i fermenti lattici probiotici. Io ho cominciato a prenderli una settimana prima di partire, e poi una bustina ogni giorno mentre ero lì. Ne ho presi di belli potenti e non cose blande tipo enterogermina o simili; nello specifico mi sono trovata benissimo con Puraflor ma se chiedete in farmacia dicendo che dovete partire per questo tipo di paesi sicuramente vi sapranno consigliare. Ho portato con me dello zenzero, che si è dimostrato molto utile in caso di pienezza di stomaco. Dove sono stata io per 12 giorni, in ashram, si tendeva a fare il pranzo molto più abbondante rispetto alla cena. Riso e dahl non mancavano mai, insieme a curry di verdure, chapati, e dolce.
In India è quasi tutto preparato in umido perciò scordatevi insalata o verdure crude. Il coriandolo è praticamente ovunque, insieme ai chiodi di garofano, cardamomo e cumino. E se siete a cena in qualche ristorante, dove avete ordinato cose che neanche lontanamente immaginate cosa siano dato che i nomi sono tutti indiani e gli ingredienti non sono mai scritti, e vedete arrivare un piatto pieno di cipolle crude tagliate a fette state tranquilli; significa che avete ordinato *tutte* portate piccantissime e le cipolle vi serviranno per smorzare il fuoco che avrete in bocca! Questo lo ho imparato a mie spese. Perciò ordinate sempre anche del riso in bianco; mal che vada avrete qualcosa da mettere nello stomaco.

Pranzo in Ashram - Foto di Simona Forti

Pranzo in Ashram – Foto di Simona Forti

Girare per le città: se girate a piedi preferite scarpe chiuse, magari leggere, se non volete che i vostri piedi diventino neri nel giro di 10 minuti. Oppure scarpe aperte ma sportive, fatte in modo tale da sollevare il vostro piede da terra di un po’ di cm. Nei templi si entra rigorosamente senza scarpe e spesso i templi possono essere all’aperto; anche in molti negozi viene chiesto di lasciare fuori le scarpe, soprattutto in quelli di abbigliamento. Spesso in questi negozi trovate dei grandi materassi poggiati sul pavimento, dove vi potrete accomodare e farvi mostrare kurta e punjab di ogni colore e tessuto.
Per la città tutti si spostano in taxi, piccoli di massimo 3 posti. In realtà questi taxi sono delle Ape Piaggio modificate, con un sedile dietro e una calotta sopra che chiude per riparare dal sole. Preparatevi a morire di infarto ogni due per tre. Non ci sono regole in India, non c’è codice della strada, tutti arrivano da qualunque direzione, che siano macchine o pedoni, i semafori ci sono ma il più delle volte vengono ignorati e per farsi spazio tutti suonano il clacson di continuo! Le strisce pedonali sono quasi superflue, la gente attraversa senza ritegno anche se sta sopraggiungendo un enorme camion. Insomma, tutti si infilano ovunque, tutti corrono, ma in 16 giorni non ho mai visto fare un incidente! Ignoro come questa cosa possa accadere, dato che se si facesse ad esempio in Italia ci sarebbero più macchine distrutte che altro.
I taxi sono molto economici, una corsa più o meno ci è costata 30 rupie, neanche 50 centesimi di euro.
Ma non fatevi fregare perchè spesso vedendo gli stranieri tentano di far pagare di più, anche se per noi è comunque poco. Inoltre la tariffazione non va a tempo come da noi, ma a km; e spesso e volentieri negli alberghi sono presenti degli opuscoletti con tutte le tariffe dei taxi.

Pune - Foto di Simona Forti

Pune – Foto di Simona Forti

Per quanto riguarda la vista, quello che potreste incontrare lungo la strada, non ho molto da consigliarvi… È un paese molto ricco e molto povero allo stesso tempo, coloratissimo, caotico, dove la componente spirituale e devozionale è forte ed è parte integrante della loro vita.

Bangles - Foto di Simona Forti

Bangles – Foto di Simona Forti

 

Mehndi - Foto di Simona Forti

Mehndi – Foto di Simona Forti

 

Ganesha - Foto di Simona Forti

Ganesha – Foto di Simona Forti

 

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